Corsi, seminari, workshop e chi più ne ha più ne metta

https://diariodiunatraduttrice.files.wordpress.com/2012/12/f64b8-a4.jpg?w=150&h=118I corsi per traduttori letterari sono utili? E in che modo, concretamente?

Questo post nasce dalla mia segnalazione, sulla pagina facebook del blog, di un corso per traduttori letterari organizzato dalla Herzog. Una lettrice ha segnalato che l’agenzia letteraria in questione, per esperienze personali e per averlo sentito riferire da altri, non l’ha convinta. Su facebook io segnalo alcuni dei corsi per traduttori disponibili in Italia, ma vi invito calorosamente a controllare sempre e a documentarvi su Internet riguardo alla serietà degli stessi. E, se ne avete esperienza diretta, siete invitati a commentare: questo blog nasce soprattutto come aiuto per i traduttori, quindi diamoci una mano tra di noi, che là fuori è un brutto mondo.

Detto questo, la lettrice di cui sopra ha anche consigliato, in alternativa, il validissimo corso di specializzazione per traduttori editoriali organizzato dall’agenzia TuttoEuropa di Torino: mi sento di condividere appieno il suo consiglio, avendolo frequentato anch’io. Si tratta di un corso gratuito e molto ben organizzato. Ve ne parlo in breve, prima di trattare l’argomento dei corsi in generale.

Il corso è diviso in due parti: la prima di lezioni vere e proprie, e la seconda di “stage”. Lo metto tra virgolette perché non è un vero e proprio stage in agenzia/casa editrice: si tratta di tradurre un libro insieme agli altri partecipanti. Le case editrici che pubblicano questi testi sono piuttosto importanti: Salani, Marcos Y Marcos, minimum fax, Sellerio e così via. Per questa seconda parte è previsto un impegno full time, anche se, trattandosi di traduzione, gran parte del lavoro va svolto a casa, mandando poi un’autocertificazione con il numero di ore in cui si è lavorato. La gentilissima segretaria vi spiegherà comunque tutto con estrema chiarezza.
Per quanto riguarda la prima parte del corso, invece, ovvero quella dedicata alle lezioni frontali, sono previste quattro ore giornaliere (pomeridiane). Le lezioni sono tenute da traduttori tra i più affermati in Italia, come Paola Mazzarelli, Maurizia Balmelli, Maria Nicola, Norman Gobetti, Susanna Basso, Matteo Colombo e molti altri, oltre a esponenti di case editrici importanti come Einaudi, Adelphi, Feltrinelli, Mondadori. È quindi un’ottima occasione per mettersi alla prova e per farsi valutare e consigliare da professionisti del settore. Il corso è organizzato alla perfezione, in modo molto serio, io ne sono stata completamente soddisfatta. Ogni anno vengono avviati due corsi paralleli, uno per la traduzione dall’inglese e l’altro per una lingua a turno tra francese, tedesco e spagnolo. Quest’anno tocca al tedesco, il prossimo allo spagnolo. Ormai per quest’anno i corsi sono già iniziati, ma il prossimo anno vi avviserò qui sul blog dell’apertura delle selezioni. Questa scuola ha l’enorme vantaggio di essere gratuita, e conosco diverse persone che sono venute a Torino apposta per frequentarla: a quanto mi risulta non ne sono rimaste affatto deluse. E, se ve lo state chiedendo, no, nessuno mi paga per fare pubblicità! Se avete domande, sarò lieta di rispondervi.

Ma a cosa servono, concretamente, i corsi di traduzione editoriale?

Per la mia personale esperienza, quelli all’interno dei vari corsi di laurea specialistica servono a ben poco. Le facoltà più prestigiose in questo campo sembrano essere quelle di Forlì e di Trieste, ma non avendole frequentate posso solo dirvi di informarvi sul web.

Diverso è invece il caso dei corsi post-laurea, come quello dell’agenzia TuttoEuropa di cui sopra: si tratta di veri e propri laboratori in cui tutto gira attorno alla traduzione di testi editoriali. Sono certamente più utili dei corsi universitari per quanto riguarda la conoscenza dell’ambiente. E le opportunità lavorative? Beh, quelle non ve le regala nessuno, ovvio. Diciamo che i corsi servono a entrare nel giro, a vedere un po’ come funzionano le dinamiche editoriali, e perché no, a farsi conoscere un pochino: per me è stata un’enorme soddisfazione quando Susanna Basso, alle Giornate della traduzione letteraria di Urbino, mi ha riconosciuta e salutata calorosamente. A proposito dell’università di Urbino, anche a Misano Adriatico si tiene ogni anno un master in traduzione letteraria. A Pisa, invece, c’è un master di II livello in traduzione di testi post coloniali in lingua inglese. Giusto per nominarne alcuni tra i più conosciuti, ma ce ne sono molti altri. Ricordate che insegnare la traduzione letteraria è possibile solo fino a un certo punto: c’è chi è più portato e riesce a far fruttare i preziosi consigli degli insegnanti e chi, per quanto si impegni, non possiede il famoso orecchio del traduttore: frequentare un corso o un master può aiutarvi a scoprirlo e a capire se la traduzione è davvero la vostra strada oppure no.

Il mio consiglio è di valutare attentamente i corsi che potreste seguire cercando su internet le opinioni di chi li ha frequentati, e poi (tempo e denaro permettendo) di buttarvi: ogni esperienza porta con sé qualcosa di positivo, anche se magari non immediatamente spendibile in termini lavorativi. Per esempio, io sto per frequentare un breve workshop di editing organizzato dalla minimum fax: sono sicura che sarà interessante e proficuo, quando tornerò ve ne parlerò!

Ultima informazione, che spero vi sia utile: sul sito di Biblit è presente, sotto il menu risorse – corsi&residenze, un elenco di gran parte dei corsi di traduzione letteraria esistenti in Italia: dateci un’occhiata e informatevi su internet, uno di questi potrebbe essere il vostro trampolino di lancio! Un occhio di riguardo per i corsi che prevedono uno stage finale, anche se il traduttore lavora quasi sempre come collaboratore esterno, quindi non ha molto senso fare uno stage in casa editrice: ma chissà, potreste trovare altri lavori redazionali che fanno per voi. Tenete presente però che, a quanto mi risulta – e aspetto smentite – l’unico corso completamente gratuito è quello organizzato a Torino dall’agenzia TuttoEuropa.

In bocca al lupo, e se avete esperienze o ulteriori informazioni fatemelo sapere!

PS: Ebbene sì, dopo anni di studio e soprattutto di lavoro sul campo sono diventata anche io tutor di un corso di traduzione editoriale: si chiama Tradurre per l’editoria, e sul sito troverete tutte le informazioni necessarie. È improntato sugli esercizi pratici, e insieme a Rossella Monaco di La matita rossa cercherò di trasmettervi un bel po’ di trucchetti del mestiere, oltre a gettare le basi per conoscere il mondo editoriale dall’interno.

33 commenti

Archiviato in contatti, corsi, diventare traduttori, insegnamento, master, seminari, workshop

33 risposte a “Corsi, seminari, workshop e chi più ne ha più ne metta

  1. Ciao! Sto leggendo il tuo blog e i tuoi suggerimenti con molto interesse, pian pianino andrò anche indietro. Volevo chiederti un suggerimento per quanto riguarda la scelta di un testo, di una lettura o manuale che potrebbe instradarmi su questo argomento della traduzione. Io sto scrivendo un romanzo, in italiano, e vorrei poi tradurlo in inglese a mia volta, per cui sarei interessata a saperne di più al riguardo. Sono una studentessa di Lettere Moderne, ho affrontato il problema della traduzione secondo Calvino durante un esame di Letteratura Inglese, e la questione mi ha sempre affascinato, per passione più che per questione lavorativa. Ti ringrazio in anticipo per la tua eventuale risposta :)

    • Ciao! Diciamo che non sono una grandissima fan dei manuali di traduzione, li trovo tutti piuttosto teorici e poco utili nella pratica. O meglio, pongono questioni interessanti e a tratti anche soluzioni geniali, peccato che ogni testo sia diverso dall’altro, quindi gli esempi servono solo fino a un certo punto…
      Detto questo, puoi provare a dare un’occhiata a “Dire quasi la stessa cosa” di Umberto Eco e al “Manuale del traduttore” di Bruno Osimo, ma non so quanto possano esserti d’aiuto. Ti faccio un enorme in bocca al lupo per la stesura del tuo romanzo! Ricorda, però, che si traduce sempre e solo verso la propria lingua madre, quindi, a meno che tu non sia perfettamente bilingue, se vorrai tradurlo dovrai contattare un madrelingua inglese/americano :)

  2. Ottima esperienza quella con l’agenzia Tuttoeuropa. Io ho frequentato traduzione giuridico-amministrativa e mi sono trovata benissimo ;)

  3. Marta

    Anche l’Associazione Griò organizza dei corsi di traduzione molto validi, sia dal punto di visto pratico (laboratori di traduzione) sia da quello teorico (corsi su come funziona una casa editrice, correzione bozze, aspetti legali..)

  4. Vivendo ad appena un’ora da Torino, ero già molto tentata il prossimo anno di frequentare il master! Direi che il tuo post mi ha convinto in pieno! Sono però molto indecisa su che cosa frequentare, se la parte editoriale o quella riguardante la traduzione tecnica. In questi anni mi sono data più alla parte letteraria (facendo anche una magistrale in Traduzione letteraria e saggistica) e quindi adesso che mi trovo a mandare il mio cv in giro, mi trovo a non avere nessuna esperienza in ambito tecnico…qualche consiglio?

    • Ciao! Guarda, avendo frequentato solo il corso di traduzione editoriale non posso rispondere personalmente per quanto riguarda quella tecnico-scientifica, posso però dirti che anche in quel ramo ho sempre sentito solo gente soddisfatta. Inoltre per quel corso è previsto uno stage finale in agenzia, quindi forse dal punto di vista delle possibilità lavorative può esserti ancora più utile di quello sulla traduzione editoriale… E poi quello tecnico-scientifico è riconosciuto come un vero e proprio Master, quindi forse più “prestigioso” di un corso di specializzazione, ma questo dipende molto da cosa farai dopo. Comunque sul sito trovi tutte le informazioni e se chiami in segreteria ti risponderanno in modo molto gentile! Questo è tutto ciò che so :)

  5. alissa

    Ciao, ho scoperto ieri il tuo blog girando sul web, e lo trovo molto interessante, essendo anch’io una traduttrice esordiente ;)
    Riguardo al post: non ho molta esperienza di questi corsi per traduttori, a parte un mini-workshop di N.d.T. (che mi è piaciuto), quindi quando leggo su Biblit o da qualche altra parte di un’opportunità del genere, finisce sempre che rinuncio, o per i soldi o perchè sono diffidente. Ma hai ragione: la prossima volta cercherò di informarmi bene e di buttarmi!
    Comunque volevo spezzare una lancia a favore dei corsi universitari: io esco dal Master in Traduzione di Milano Lingue (dove avevo già preso la triennale in Mediazione Linguistica) e mi sono trovata bene, ci sono ottimi docenti, la scuola è piccola quindi sei seguitissimo (anche troppo!) e si fa molta pratica. Il punto debole purtroppo è lo stage: la scuola ti aiuta poco o niente a trovarlo, accordi con case editrici manco a parlarne… Però organizzano dei bei seminari: una volta, per esempio, è venuta Sandra Biondo a parlarci di questioni fiscali per traduttori.
    Va bene, ok, basta con la pubblicità (e no, non pagano nemmeno me per parlarne bene, anche perchè di soldi ne han pochini!) e scusa se mi sono dilungata… Buona giornata! ;)

    • Hai fatto bene a segnalarlo! La maggior parte dei corsi universitari sono davvero carenti, ma mi fa piacere sapere che ce n’è almeno uno che prepara un pochino al mondo del lavoro :)

      • alissa

        Beh, come ben sai una volta che ti trovi sul mercato sei comunque spaesata, per quanto preparata… però, per esempio (restando in ambito editoriale), al Master m’hanno insegnato a redigere una buona scheda di lettura e a preparare una proposta di traduzione (ieri ho mandato la prima, speriamo bene!), che sono cose utilissime (e prima o poi confido che frutteranno) ;)

  6. Sì, sono cose decisamente utili! Per esempio a Torino nel corso di laurea magistrale in Traduzione ci si concentra soprattutto su quella tecnico-scientifica, e anche quella non è che sia molto approfondita… E i prof non fanno altro che ripetere “scordatevi di diventare traduttori editoriali”, anche perché nella maggioranza dei casi non lo sono neppure loro! Non molto incoraggiante, direi…

  7. mari

    ciao a tutti! ma non ci sono workshop a Milano?

  8. mari

    ciao Thais!
    è un po’ che cerco e purtroppo son tutti un po’ lontano!Ogni tanto riesco, ma se ci fosse qualcosa qua a Milano, nn mi dispiacerebbe!Tu conosci qualcosa di valido? Io ho visto che ogni tanto La Nota del traduttore ne fa qualcuno, è che io sono arrivata un po’ in ritardo!
    Grazie!:)

  9. valentina

    Avete qualche suggerimento di corsi che si tengono a Roma? Conoscete il corso per traduttori organizzato da RomaExplorer?
    grazie

  10. Chiara

    Ciao! Qualcuno conosce il master in TRADUZIONE EDITORIALE E TECNICO-SCIENTIFICA INGLESE-ITALIANO della scuola superiore per mediatori linguistici di Vicenza? (Questo è il sito della scuola: http://www.medlinguevicenza.it/it/index.html). Stavo pensando di iscrivermi ad ottobre.
    Se qualcuno l’ha frequentato o ne ha sentito parlare, sarei felice di ricevere qualche commento a riguardo.
    Grazie!

  11. Mari

    Ciao, qualcuno ha frequentato il corso di traduzione a Misano Adriatico? Io sarei interessata, ma spendere 2000 euro per tre mesi di corso, facendo lezione due giorni a settimana…forse è troppo? O forse anche gli altri corsi funzionano così? Non ho parametri per giudicare.

  12. Paola Tosi

    Per diventare traduttore letterario è necessaria una laurea o basta frequentare uno di questi corsi dopo aver conseguito il diploma?

    • Ciao Paola,
      non esiste un percorso “obbligato”, nel senso che non è strettamente necessaria una laurea in traduzione. Sicuramente frequentare un corso è un’ottima base di partenza, che ti aiuterà a capire se sei pronta per entrare nel mondo editoriale :)

  13. Alexali

    — peccato che ogni testo sia diverso dall’altro, quindi gli esempi servono solo fino a un certo punto… —

    Beh ma allora a che cosa servono i corsi di traduzione?

    • Servono a dare gli strumenti per affrontare diversi tipi di testi con la consapevolezza delle loro differenze e dell’approccio necessario :)

      • Alexali

        Io immagino senz’altro che chi si accinga a fare il traduttore letterario di mestiere abbia già ‘sotto la cintura’ qualche migliaio di libri letti nella lingua di partenza e molti di più in quella di arrivo (altrimenti non vedo perché dovrebbe voler fare il traduttore letterario). Se a quel punto non sarà ancora consapevole delle differenze fra un testo e un altro, non credo proprio che sarà il corso di traduzione a insegnarglielo.

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