Come fare una proposta editoriale

Uno dei modi per far notare il proprio cv tra le centinaia di e-mail che le case editrici ricevono ogni giorno è allegarvi una proposta editoriale ben studiata. Oggi, infatti, sempre più case editrici ricercano traduttori che non si limitino a tradurre ma che si trasformino in veri e propri scout letterari.

Come procedere?

Innanzitutto dobbiamo trovare un testo da tradurre: un libro che abbiamo letto in lingua straniera e che non sia ancora stato tradotto in italiano.  Ovviamente, dev’essere un testo che ci è piaciuto molto: è difficile convincere qualcuno a comprare qualcosa che non apprezziamo noi per primi.

Per sapere se un libro è già stato tradotto, si può cercare la bibliografia dell’autore nel catalogo nazionale delle biblioteche italiane. Se il libro è già stato pubblicato, verosimilmente lì lo troveremo. Tuttavia, se un libro non è presente, soprattutto se è uscito da poco, non è detto che qualche casa editrice non l’abbia già comprato e dato in traduzione.
Se il libro non è presente sul catalogo, l’unico modo per essere sicuri che i diritti del libro siano ancora liberi è scrivere o telefonare alla casa editrice del testo in lingua originale. Cercate la sezione “foreign rights” sul loro sito e contattate chi si occupa dei diritti. Può capitare che la casa editrice vi rimandi a un’agenzia letteraria che amministra i diritti di quel libro o dell’intera produzione dell’autore: vi basterà mandare una e-mail per informarvi. Presentatevi, elogiate il libro scelto e chiedete se i diritti sono ancora liberi per l’Italia: se non lo sono, potete provare a chiedere a chi li hanno venduti e proporvi alla casa editrice italiana per sapere se hanno già scelto un traduttore, ma è quasi certo che la risposta sia sì.

Se i diritti sono liberi, potete portare avanti il vostro progetto. A volte è la stessa casa editrice straniera a suggerirvi come procedere, per esempio nel caso in cui si “agganci” a una agenzia letteraria o a una particolare casa editrice italiana (anche se, in quest’ultimo caso, è probabile che abbiano già provato loro a proporre il testo per la traduzione, con scarsi risultati).
Se la casa editrice straniera vi comunica semplicemente che i diritti sono liberi, tocca a voi rimboccarvi le maniche e proporre il libro agli editori italiani. Prima di tutto dovete stabilire che tipo di testo è: un giallo? Un fantasy? Un romanzo rosa? Un saggio sull’architettura? Un noir?
Occorre conoscere molto bene le linee editoriali delle varie case editrici italiane, per proporre il libro a quella giusta: se suggerite un testo che sarebbe perfetto in una determinata collana è più facile che vi prendano in considerazione. Non proponete un thriller a chi pubblica prevalentemente libri di cucina: sarebbe tutta fatica sprecata.

Quando avete deciso a chi volete proporre il libro, preparate la proposta. Occorre stilare una scheda di lettura approfondita in cui indicare l’autore, la casa editrice, il numero di pagine, la trama del libro e soprattutto le vostre opinioni personali, mettendo bene in evidenza il motivo per cui secondo voi quel testo merita di essere pubblicato. Non siate troppo prolissi, ma non buttate giù solo tre righe: una pagina e mezza-due potrebbero andare bene.

Oltre alla scheda, allegate la traduzione di un paio di capitoli (meglio se i primi) del libro, insieme al testo originale: in questo modo l’editor si farà un’idea concreta dello stile dell’autore e della pubblicabilità del testo. Ovviamente, dovete fare del vostro meglio con la traduzione: è la “vetrina” del libro che state presentando, e dovete dimostrare di essere in grado di rendere il testo straniero alla perfezione. Attenti a refusi, sviste ed errori veri e propri: non si fa certo bella impressione presentando un testo magari anche ben tradotto, ma che appare poco curato.

Tra parentesi, occhio agli errori anche nella e-mail a cui allegherete scheda e traduzione. Penso che qualunque editore, se riceve una proposta di traduzione contenente un po’ scritto con l’accento invece che con l’apostrofo, la cancelli immediatamente: e – perdonate lo snobismo – fa bene! Si narra addirittura di gente che ha ripetutamente sbagliato il nome dell’autore nella propria e-mail di presentazione: state molto attenti.

A questo punto, a chi mandare il nostro malloppo? L’ideale sarebbe procurarsi il recapito dell’editor che gestisce quella particolare collana, oppure, nel caso di editori più piccoli, di chi si occupa di acquisire i testi stranieri. Provate a telefonare alle case editrici e a chiedere un indirizzo mail a cui inviare la proposta, avrete sicuramente più possibilità che la legga qualcuno che possa valutarla correttamente, rispetto a quelle che avreste scrivendo ai soliti info@….it. Non è affatto vietato mandare la proposta a più editori contemporaneamente, basta che siano scelti con attenzione.

Ricapitolando, dopo essersi accertati che i diritti del libro siano liberi in Italia, traducete qualche capitolo a titolo esemplificativo (non più di una ventina di pagine) e allegate gli stessi capitoli in lingua originale, poi aggiungete una scheda di traduzione e inviate il tutto con una e-mail di presentazione in cui spiegate in breve chi siete e perché vorreste che quel testo fosse pubblicato. Non dimenticate di specificare che vi siete già informati riguardo ai diritti: questo dimostra perlomeno una minima conoscenza delle dinamiche editoriali.

Una volta inviata la proposta, non vi resta che aspettare: in bocca al lupo!

98 commenti

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98 risposte a “Come fare una proposta editoriale

  1. Grazie mille per questo post che ho molto apprezzato, di recente ho trovato un romanzo spagnolo che mi piacerebbe proporre ma non sapevo come muovermi. Complimenti per il blog, è davvero utile e interessante!!

  2. Raffaella Pellegrini

    Grazie mille per questo post molto interessante. Sono una traduttrice e vorrei propormi a qualche casa editrice per la traduzione di un libro didattico dal tedesco. Le tue delucidazioni sono chiarissime, grazie. Mi chiedo, tuttavia, chi mi assicura che la casa editrice non faccia sua la mia proposta e incarichi un altro traduttore? Grazie tante!

    • Ciao! La risposta purtroppo è la fiducia nell’onestà nella casa editrice… Ma se dimostri di conoscere a fondo il libro e magari alleghi qualche pagina di prova di traduzione e la trovano ben riuscita è difficile che decidano di assegnarla a qualcun altro. Poi tutto può succedere, ma penso che lo scenario da te prospettato si verifichi molto di rado, non hanno nulla da guadagnarci a comportarsi in modo scorretto…

  3. Certo! Mi fa sempre piacere sentire qualche storia a lieto fine :) in bocca al lupo!

  4. Ciao!
    Volevo farti i miei complimenti per il blog: è davvero utilissimo!
    Sto seguendo i tuoi consigli per stilare la mia prima scheda di lettura. :D Incrocio le dita! :)

  5. Certo! ;) Crepi il lupo!

  6. Ho trovato questi consigli molto utili, sto cercando di mandare in porto una mia proposta di traduzione, incrocio le dita! Mi chiedevo solamente quanto potrebbero essere lunghi i tempi di attesa per una risposta? Ho inviato per il momento solo la sinossi del libro che vorrei tradurre – dopo essermi assicurata che prendano in considerazione traduzioni – in modo da sondare l’interesse della casa editrice prima di lanciarmi nell’invio di un capitolo tradotto perchè testino anche le mie capacità in merito, quindi speravo potesse essere più rapido ottenere una risposta…
    Sono anche un po’ titubante nell’inviare la stessa proposta ad altre case editrici contemporaneamente… Al 99% nessuna risponderà positivamente, se risponderanno affatto, ma se invece dovessero per caso capitarmi più persone interessate? Non sarebbe scortese dire: “no, guardi, ho trovato qualcun altro che ha accettato prima di voi, non se ne fa più niente”…?
    Grazie dell’eventuale risposta; essendo la prima volta che mi lancio in una cosa del genere sono piena di dubbi!

    • Per le tempistiche dipende dalla casa editrice, ovviamente, ma in linea di massima direi che se dopo un mese non ti hanno ancora ricontattata difficilmente si faranno vivi… Purtroppo, il 90% delle case editrici, se non sono interessate, non rispondono neppure. Per questo sarebbe meglio aumentare le proprie possibilità mandandola in giro il più possibile… Quelle che accetteranno offrendoti un contratto degno non saranno poi molte, e starà a te accettare le condizioni migliori. Chissà, se più di una è davvero interessata magari riuscirai anche a scatenare una piccola asta per ottenere un contratto più vantaggioso per te :)
      In bocca al lupo!

      • Federica

        Sarebbe uno scenario molto divertente, per quanto onirico. Be’, immagino mi lancerò e invierò più proposte, e quel che sarà sarà. Speriamo, nel caso, che riuscirò a gestire tutto nel modo migliore senza screditarmi agli occhi di potenziali futuri agganci ;)
        Grazie ancora per gli utili consigli!

  7. Valentina

    Ciao e complimenti per il tuo blog, è veramente interessantissimo e utile per chi vuole intraprendere questa professione :) Anch’io vorrei avanzare una proposta editoriale, ma ho un dubbio che mi attanaglia e non vorrei sbagliare niente! Si dovrebbero mandare i primi due capitoli, o comunque una ventina di pagine, del libro che si vuole proporre. La domanda è: c’è uno stile particolare in cui debbano essere scritti? O un normale Time New Roman va bene? E la grandezza dei caratteri? Non so, magari sono domande stupide, ma di fronte a qualcosa di così importante vengono i dubbi più assurdi!

    • Ciao Valentina, non ti preoccupare, questi dubbi prima o poi sono venuti a tutti… Non c’è uno standard, diciamo che basta seguire il buon senso: un font semplice e leggibile (Times New Roman, Arial…) e un’interlinea doppia per non affaticare troppo la vista andranno benissimo!
      Comunque venti pagine sono fin troppe! Non andrei oltre le dieci ;)

  8. Pingback: La traduzione al Salone del Libro 2013 | Diario di una traduttrice editoriale

  9. Anna

    Ciao, innanzitutto complimenti per il blog: ti seguo sia qui che su facebook e devo dire che sei davvero un’inesauribile fonte di informazioni. Da diverso tempo mi balena in testa l’idea di proporre a qualche casa editrice la traduzione di uno o due testi che non sono ancora stati tradotti: si tratta di manuali esplicativi per imparare delle particolari tecniche decorative che io padroneggio molto bene, conosco l’ambito a menadito e ormai quei libri sono per me dei veri e propri vademecum. Ho notato che queste tecniche cominciano ad avere una certa popolarità anche in Italia e mi piacerebbe proporre la traduzione di quei libri. Stavo però provando a valutare anche un’altra ipotesi: l’autopubblicazione. Conosco diversi giovani autori che si affidano a piattaforme (online) come lulu.com. Che tu sappia, si può procedere in tal senso anche nel caso di una traduzione? Prima di provare a contattare l’autore del libro, col quale ci sono già stati diversi scambi d’opinione in merito al suo lavoro, volevo chiederti un consiglio :) .
    Grazie di cuore in anticipo se vorrai rispondermi :)

    • Ciao!
      Il primo passo è senza dubbio capire a chi appartengono i diritti del libro: se hai già il contatto dell’autore puoi provare a chiedere a lui. Possono essere suoi, della casa editrice o di un agente. Di solito però non vengono certo ceduti gratuitamente, quindi non so se la strada dell’autopubblicazione ti convenga molto…
      È ovvio che non si può tradurre nulla senza l’autorizzazione dell’autore e/o della casa editrice originari, quindi dovrai chiedere a loro se sono disposti a cederti i diritti e nel caso quanto ti costerebbe. Secondo me preferirebbero che ti appoggiassi a una casa editrice perché ci sono sicuramente più possibilità di vendere copie, ma non è detto che escludano la via dell’autopubblicazione.
      Se dovessero accettare ovviamente dovrai far mettere tutto per iscritto, per evitare casini… In bocca al lupo! :)

      • Anna

        Ma grazie mille! Pensa, non avevo controllato più questa pagina perché convinta che mi arrivasse la notifica della tua risposta via email (come quando pubblichi un nuovo articolo). Grazie infinite per la tua attenzione. Ti aggiornerò su eventuali sviluppi. Crepi il lupo e grazie ancora! ♥

  10. Sophie

    Ciao, innanzitutto complimenti per il post che ho trovato molto utile ed interessante per chi è alle prime armi.
    Avrei in mente di tradurre il testo di un’autrice del Cinquecento (mai tradotta finora in italiano) e i miei dubbi riguardano la questione del diritto d’autore. Essendo, ovviamente, la scrittrice morta da più di 70 anni, come ci si organizza in questi casi? Devo comunque contattare la casa editrice che ha pubblicato il testo in lingua originale oppure posso saltare questo passaggio e proporre direttamente il testo qui in Italia?
    Inoltre: sarebbe possibile ad esempio, pubblicare il testo tradotto su un sito senza chiedere nessuna autorizzazione, e nel caso qual’è la tua opinione in merito?
    Mi scuso in anticipo per la quantità di quesiti, ma essendo neolaureata e conoscendo pochissimo le normative editoriali ho bisogno di fare un pò di chiarezza… Grazie mille e in bocca al lupo a tutti/e noi!

    • Ciao, e scusa il ritardo ma ero in vacanza :)
      Se i diritti sono scaduti non è necessario contattare la casa editrice originaria, in quanto quel testo può venire pubblicato da chiunque. Devi solo metterti d’accordo con la casa editrice a cui vuoi proporlo. Per quanto riguarda la pubblicazione su internet, la questione è spinosa. Personalmente non ci vedo nulla di male, se appunto i diritti sono scaduti e si tratta di una tua personale traduzione, però ammetto di non conoscere a fondo la questione dei copyright.
      In bocca al lupo!

      • Sophie

        Ciao, grazie mille sei stata chiarissima ; ) Solo un ultimo dubbio da principiante: per quanto riguarda il testo originale da proporre alla casa editrice italiana, dove trovo il pdf da sottoporgli?Io a casa ho solo la versione cartacea del testo…grazie ancora e buon lavoro!

        • Non serve il pdf, devi mandare una bella scheda di lettura approfondita e poi se sono interessati si procureranno loro il libro :)

          • Sophie

            Perfetto, quindi se non ho capito male quando propongo la traduzione del libro qui in Italia, invio soltanto un estratto della mia traduzione e niente dell’originale?Grazie mille e scusami ; ) Buon week end!!

            • Puoi allegare in pdf (o fotocopia fatta con lo scanner) la parte di originale che hai tradotto, se vuoi che abbiano un’idea più chiara… ma in un primo momento dovrebbe bastare la traduzione per incuriosirli! :)

  11. Valeria

    Ciao, complimenti per il post! L’ho trovato molto chiaro ed esaustivo.
    Volevo chiederti però come posso comportarmi nel caso in cui i diritti siano già stati ceduti e io volessi comunque candidarmi per tradurre il libro: presento comunque una proposta di traduzione? Mando prima una mail per tastare il terreno?

    • Ciao, grazie! Se i diritti sono già stati ceduti è molto probabile che la casa editrice abbia già trovato un traduttore, ma puoi sempre fare un tentativo, magari telefonando per avere una risposta più veloce rispetto a una e-mail ;)

      • Valeria

        Scusa se continuo a farti domande, anche stupide, ma ho avuto una fortuna infinita e la casa editrice ha detto che il traduttore non è ancora stato assegnato e che valuterebbero volentieri una mia proposta di traduzione. Ora mi chiedo, visto che comunque i diritti sono già loro, serve comunque preparare una scheda di lettura o posso dedicarmi esclusivamente al saggio? E devo inviare un curriculum? E’ la mia prima esperienza nella traduzione editoriale (e una delle prime nella traduzione professionale in genere) e non vorrei che magari un cv scarno potesse influenzare negativamente l’editore :(

        • Ciao! Ma che bello, sono davvero contenta per te!! È un’ottima opportunità :) fossi in te invierei solo un pezzo di traduzione, se hanno già acquistato i diritti sanno di cosa si tratta e una scheda non è necessaria. Il cv non lo manderei se non te lo chiedono espressamente, tanto se la prova va bene non importa che tu abbia esperienze o meno! In bocca al lupo e tienimi aggiornata, che queste storie mi riempiono di positività! :D

          • Valeria

            Non ti lascio in pace :D
            Spero che questa sia l’ultima volta che ti infastidisco, ma è normale che la casa editrice richieda un punto specifico del libro come prova? Qualche giorno fa ho letto che alcune case editrici “rubano” le prove di tanti ingenui aspiranti, le fanno revisionare a un professionista in house e poi pubblicano il romanzo finito senza aver praticamente pagato nessuno. Tu ne hai mai sentito parlare? Cosa mi consigli di fare? Avevo già tradotto un altro capitolo (il primo, quindi forse non particolarmente interessante per l’editore) e stavo per mandarlo, quando mi è arrivata questa richiesta.

            • Uhm, in effetti non è proprio normalissimo, se hai già inviato una prova… Quanto è lunga la parte che dovresti fare ora? Presenta difficoltà particolari? Se sono più di 2-3 cartelle la cosa è un po’ sospetta…Sopra le 10 rifiuterei decisamente, o comunque chiederei spiegazioni. Ma non ho mai avuto esperienze di questo tipo, quindi vado a naso!

              • Valeria

                Ciao, sono tornata!
                Purtroppo la traduzione alla fine è stata assegnata a una persona di fiducia con cui avevano già collaborato, ma l’editor ha voluto telefonarmi per dirmi di persona che comunque alcune parti erano molto buone e che vorrebbero tenermi presente per dei progetti futuri. Essendo una grande casa editrice, secondo te è un gesto di cortesia che fanno con tutti? Ascoltando anche Marina Rullo a uno dei suoi incontri non mi pare che sia prassi…

  12. Valeria

    No no, stavo per inviarla, ho chiesto alla persona con cui sono in contatto se andava bene mandarla a lei e lei mi ha risposto “le suggerisco di inviarci un capitolo centrale, tipo questo”, quindi non ho più inviato niente e ho iniziato la nuova traduzione. La lunghezza è leggermente inferiore a quella della prova che avevo già confezionato.
    La storia che “rubino” mi pare plausibile se riferita a case editrici minori, ma questa è una delle più grandi, non penso che si abbassino a fare queste cose :/

    • Ah, ecco! Allora lo farei, probabilmente sanno che spesso l’inizio di un libro non è il modo ideale per conoscerlo. Anche se per valutare le tue capacità traduttive dovrebbe bastare… Ma se si tratta di poche cartelle io farei come richiesto :)

  13. Sophie

    Ciao!!Ancora complimenti per il post e la tua disponibilità ;) Avrei una domanda- banalissima- da porti: quando una casa editrice richiede un estratto di traduzione dall’originale di 10 pagine intende 10 cartelle o 10 pagine proprio del testo?
    Altra domanda: si propongono i primi due capitoli o il primo e l’ultimo?
    Grazie in anticipo per i chiarimenti e buon lavoro!

    • Parto dalla seconda domanda: direi di partire dall’inizio e andare avanti, non il primo e l’ultimo capitolo :) per quanto riguarda le cartelle/pagine, se ti hanno detto “10 pagine” io farei dieci pagine di libro, ma mi sembrano un po’ troppe per una prova…

  14. Elisa

    Ciao! Anch’io sono un’aspirante traduttrice letteraria e vorrei ringraziarti caldamente per il post utilissimo :D
    Mi sono laureata da poco in traduzione letteraria e ora sono in fase ricerca libro da proporre e casa editrice a cui proporlo.
    Volevo chiederti se, secondo te, è utile per un traduttore partecipare a eventi come Umbrialibri o il Pisa Book Festival.
    Grazie e ancora complimenti!

  15. lucia

    Ciao! Post utilissimo complimenti :-)
    Ti volevo chiedere, qual’ è esattamente il ruolo dell’agenzia letteraria, mi spiego meglio: la casa editrice del libro che mi interessa tradurre mi ha consigliato di rivolgermi all’ agenzia letteraria alla quale normalmente si riferisce. Quindi mettiamo il caso che io mandi la mia proposta a quest’agenzia, poi cosa succede, cioè quali sono gli step?
    Ti ringrazio :-)

    • Ciao! All’agenzia non devi mandare la proposta in sé, ma solo comunicare loro che sei interessata a quel libro. È un’agenzia straniera o italiana? In entrambi i casi, le agenzie hanno dei contatti con un ventaglio di case editrici a cui di solito propongono i testi. Chiedi loro se hanno già provato a proporlo a qualche c.e. e quali sono state le risposte :)

  16. lucia

    Ciao! Allora, l’agenzia mi ha fatto sapere che a suo tempo avevano proposto il libro a diverse casi editrici. Mi hanno anche detto che non avevano ricevuto né rifiuti né offerte per l’acquisizione.
    Quindi ora cosa dovrei fare? Scusa, ma non so proprio come procedere ! Grazie mille :-)

  17. Marina

    Ciao! Ho trovato il tuo post molto utile e vorrei chiederti un parere. Mi sono da poco laureata in Traduzione e un mio amico mi ha chiesto di aiutarlo a tradurre un libro da lui scritto in spagnolo. Il libro non è stato pubblicato in lingua originale, poiché l’autore all’inizio era interessato soprattutto a diffondere il tema di denuncia di cui parla, senza fini di lucro, e circola su internet e in forma cartacea. Io sono disposta a tradurre i primi capitoli in forma gratuita, puntando ad inviarlo a qualche casa editrice, (e quindi sarebbe per me una prova di traduzione) cosa che troverebbe d’accordo anche l’autore. I miei dubbi sono questi: una casa editrice, potrebbe accettare un libro non pubblicato in lingua originale, per questioni di revisione, ecc? E poi, se nessuna casa editrice dovesse trovarlo interessante, dovrei tradurlo comunque tutto, puntando sul fatto che il mio nome comparirà nelle copie tradotte, che potrebbero passare di mano in mano come sta avvenendo con la versione spagnola?
    Grazie mille!

    • Ciao, scusa il ritardo! Non vorrei scoraggiarti, ma mi sembra molto difficile che una casa editrice voglia acquistare la traduzione di un testo che non è stato pubblicato nella lingua originale, con tutte le proposte che ricevono… Per la seconda questione invece devi decidere tu se ne vale la pena, tenendo conto della mole di lavoro. Potresti prenderlo più come un esercizio che altro, perché un libro auto-pubblicato non fa molto “curriculum”.
      In bocca al lupo!

  18. Francesca

    Ho letto il tuo post con molto interesse. Volevo chiederti se, secondo te, il procedimento di proposta dovrebbe essere lo stesso anche nel caso in cui si voglia tradurre una rivista specializzata in un determinato settore non ancora pubblicata in Italia. Al posto dei capitoli, andrei in questo caso a tradurre alcuni articoli?
    Grazie mille in anticipo!

    • Ammetto di non essere molto ferrata nel settore riviste, ma il problema principale mi sembra a chi proporla: chi potrebbe essere interessato a comprare un’intera rivista e quindi a tradurne tutti i vari numeri? Non mi sembra un’operazione molto comune. Hai già in mente a chi proporla?

  19. Simonetta

    Grazie mille!
    Sto leggendo un libro in francese sulla Palestina che mi sta prendendo un sacco. Mi piacerebbe proporne une traduzione e non sapevo da dove iniziare. Il tuo post mi ha aperto un mondo! Grazie mille!

  20. Sonia

    Ciao!
    Se non ho capito male anche tu sei di Torino! :-)
    Volevo farti i complimenti per l’articolo, ma soprattutto per il blog: chiaro, pulito, sai dove cercare e trovare (il che non è sempre così scontato…) ciò che ti serve! Io mi sono laureata 4 anni fa in Mediazione Linguistica, avrei voluto seguire il corso tenuto da Formattiva, ma lavorando all’epoca a tempo indeterminato, ed essendo il corso a frequenza obbligatoria, non ho potuto… Da quest’estate ho ripreso però a fare traduzioni (come volontaria naturalmente) su vari siti web e in questi giorni mi sono imbattuta, nuovamente, nel tuo interessante blog. Ora vorrei trovare un libro da tradurre dal francese o inglese, ma non è così immediato…Tu sai se esiste un sito in cui trovare un elenco di libri usciti nei vari paesi, oppure ci si arma di santa pazienza e si cerca sul benedetto google qualcosa che attragga il nostro interesse, quello del pubblico italiano e di conseguenza di una casa editrice?
    Grazie e buon lavoro! ;-)

    • Ciao! Grazie per i complimenti! :) Purtroppo non c’è una via breve per trovare un libro interessante da tradurre… Solo spulciare i cataloghi delle case editrici straniere, girare per librerie internazionali e leggere il più possibile :)

  21. Phoebe

    Ciao e grazie per aver condiviso la tue esperienza sul web. Mi è capitato di essere stata scoraggiata da un’agenzia a inviare una proposta editoriale specifica a una o più case editrici. Immagino che prendere iniziative di questo tipo non sia la prassi, ma in concreto non ho capito quale sia il problema e non so a chi rivolgere questa domanda.
    Mi permetto di farti anche un’altra domanda non legata al contenuto di questo post, ovvero: secondo te è possibile lavorare come traduttrice editoriale vivendo all’estero?
    Ti ringrazio :) buona giornata

    • Per quanto riguarda la prima domanda, non ho idea del perché ti abbiano scoraggiata: è vero che spesso non si viene minimamente presi in considerazione, ma tentar non nuoce, e non è una pratica così astrusa :)
      Per la seconda, beh, poiché i contatti con la casa editrice avvengono via mail un traduttore può lavorare anche sdraiato sotto una palma a migliaia di km dall’Italia, basta avere una connessione internet ;) Se invece intendevi per questioni fiscali non ti so rispondere, mi dispiace!

  22. Sophia

    Ciao!Complimenti per il blog, davvero utile per chi è alle prime armi ;)
    Avrei una curiosità sulla figura del lettore per case editrici, perché credo che leggendo i vari manoscritti di narrativa straniera che arrivano in redazione forse si possa scoprire qualcosa di interessante per un traduttore.
    Quindi mi chiedevo se per un traduttore sia possibile all’inizio, per farsi conoscere, proporsi come lettore per una determinata letteratura straniera.
    Se sì, come organizzare un cv per questa posizione se non si hanno mai avuto esperienze in campo editoriale?Meglio puntare su grandi case editrici o piccole?Tu hai avuto esperienze di questo tipo?
    Grazie mille e buon lavoro!

    • Ciao! Come sempre succede in editoria, non esiste una regola fissa. Detto questo, mi sembra un’ottima idea per cominciare a collaborare con una casa editrice e farsi conoscere. Non avendo avuto esperienze di questo tipo, però, non saprei consigliarti su come impostare il cv: a mio avviso la cosa migliore è scegliere un ambito che si conosce bene (chessò, le letterature postcoloniali, il giardinaggio, qualsiasi cosa rientri nei tuoi interessi) e dimostrare di avere una competenza per quanto riguarda le pubblicazioni in quel campo. Non deve necessariamente derivare da un’esperienza professionale, a volte le nostre passioni ci spingono a diventare esperti in determinati campi… In bocca al lupo!

  23. Dawn17

    Grazie per questo articolo! E’ davvero illuminante e mi sono fatta coraggio. Ho contattato la casa editrice straniera per informarmi sui diritti del libro che m’interesserebbe tradurre. La casa editrice è risultata essere di proprietà della stessa autrice che mi ha subito risposto, piacevolmente sorpresa della mia richiesta. Vuole sapere di più sul mio conto e mi ha chiesto se lavoro per qualche casa editrice, se ho la possibilità di “espandere le mie idee sulla materia”.. Come mi devo comportare in questo caso? La mia esperienza di traduzione è prettamente universitaria, non ho mai lavorato per una casa editrice, vorrei rispondere onestamente ma senza screditarmi, sono consapevole del mio potenziale e vorrei convincere l’autrice a lasciarmi tentare.. Consigli?? Grazie mille in anticipo!!!!

  24. Elma

    Ottimo post, estremamente utile, interessante e chiaro. Grazie! Domanda forse molto stupida: cosa si intende per scheda di traduzione, da allegare insieme alle pagine tradotte e all’originale?
    Ringrazio in anticipo!

    • Accidenti, è un post vecchissimo e solo ora qualcuno mi fa notare che ho scritto “scheda di traduzione” anziché “scheda di lettura”? :D Ovviamente intendevo quest’ultima! Grazie per i complimenti e per l’attenzione con cui hai letto il post!

  25. bravissima!!
    bellissimo blog e post UTILISSIMO

  26. rafaello

    Ciao, cosa ne pensi di questo “altra” versione di qui sotto che non crede fattibile il tuo metodo di proposta? Grazie

    “Per poter proporre un’opera devi detenerne i diritti. Dovresti capire con l’autore se i diritti per il mercato estero, in questo caso italiano, sono in mano sua o se li ha ceduti alla casa editrice. Dopodichè dovresti fare un contratto con il detentore dei diritti per poterli vendere a una casa editrice italiana, stabilire la percentuale che va all’autore ecc.ecc.ecc.
    In parole povere: lascia stare. La cosa che secondo me puoi fare è parlare con qualcuno della casa editrice, proponendoti come eventuale traduttrice dell’opera, e nel caso saranno loro a contattare il detentore dei diritti per la pubblicazione estera.
    C’è anche da fare un’altra valutazione: io se mi arrivasse una richiesta di traduzione dall’estero prenderei informazioni su chi me la propone. Se non è una casa editrice o un agenzia letteraria non accetterei mica. Il rischio che sparisca senza pagare le royalties o altro sarebbe troppo alto

    • Ciao! Beh, ovviamente non è il traduttore a dover gestire i diritti: noi possiamo solo chiedere alla casa editrice straniera (o all’autore stesso) se i diritti sono liberi per l’Italia e in caso affermativo comunicarlo all’editore italiano, che se è interessato si occuperà di gestirne l’acquisizione trattando con la casa editrice originaria o con chiunque altro detenga i diritti dell’opera. Il ruolo del traduttore, quindi, è solo quello di intermediario. Non siamo noi a “vendere” i diritti.

  27. L’ha ribloggato su Luca De Filippoe ha commentato:
    I miei complimenti!

  28. Efi

    Salve, ho inviato alcuni capitoli della traduzione di un romanzo dal greco all’italiano a un editore il quale mi ha risposto che era molto interessato. Mi ha chiesto però di inviargli tutto il romanzo tradotto e qui avrei qualche esitazione su cosa fare. Può darmi qualche consiglio? Ti ringrazio molto.

  29. Angiolo Daddi

    Grazie per aver pubvblicato queste informazioni.
    Io vorrei tradurre un libro dal francese e uno dall’inglese e ho chiesto alle case editrici estere se i diritti sono liberi e mi hanno detto di si. Ora però se io traduco i libri e una casa editrice italiana li vuole pubblicare, la casa editrice italiana deve pagare una royalty o una cessione o qualcosa del genere all’editore estero, giusto ???
    Saluti.
    Angiolo Daddi.

  30. Ciao! Per prima cosa complimenti per il blog, molto utile. Ho deciso che lo inserirò tra i miei preferiti. Sono una studentessa di traduzione, che si sta avvicinando a questo lavoro. Per gli esami di Traduzione di Lingua Inglese ho provveduto a tradurre alcuni racconti e mi piacerebbe continuare la traduzione di uno di questi racconti, cui ho tradotto le prime 500 parole. Non ho ancora provato a chiedere, informarmi per i diritti, prima vorrei capire bene a quale casa editrice dovrei rivolgermi o se posso rivolgermi anche dove il racconto è stato pubblicato, nel mio caso The New Yorker.

    Volevo, inoltre, sapere se è possibile inserire le proprie traduzioni, svolte come compito per esame, sul proprio blog, compresi i testi letterari, o vi è il rischio di violare il copyright?
    Ringrazio.
    Saluti,
    Daniela

  31. Pingback: 5 dritte sulla proposta di traduzione | Senzaudio

  32. Pingback: Le pillole del traduttore #2 | Valeria Poropat – Servizi Editoriali & Traduzione

  33. Pingback: Tradurre per Babelcube | Debora Serrentino – Traduttrice freelance

  34. Federica

    Cara traduttrice (di cui mi è sfuggito il nome), ti faccio i complimenti per questo bellissimo blog, che spulcio di continuo e che è davvero un aiuto prezioso per chi è appassionato di traduzione letteraria. Mi chiamo Federica, lavoro come traduttrice da un pò di anni ma solo adesso mi accosto alla traduzione letteraria. Anche io sto preparando una proposta di traduzione e vorrei farti delle domande.

    So che in genere le case editrici non accettano files mandati per email, ma solo manoscritti per posta. È lo stesso per una traduzione, con scheda di lettura ecc.? O quella si può mandare anche tramite email?

    La seconda domanda riguarda invece le negoziazioni per il pagamento. Essendo la prima volta che faccio una proposta a un editore, non so come si svolga il processo e come prendere accordi. C’è per caso una sorta di “contratto” fra l’editore e il traduttore?

    Ti ringrazio moltissimo per il tuo aiuto, i tuoi consigli e per il tempo che dedichi a questo blog!

    Federica

    • Ciao Federica, scusami ma leggo solo ora il tuo messaggio! Dunque, ti rispondo per punti:
      – sì, per schede e traduzioni si può tranquillamente usare la mail, è il mezzo più veloce e sicuro e praticamente nessuna casa editrice rifiuta proposte arrivate in questo modo :)
      – il contratto c’è eccome, solitamente ogni editore ha una sua tariffa “standard” ma c’è sicuramente spazio per le contrattazioni, se giochi bene le tue carte. Saranno comunque loro a farti una proposta, che starà a te accettare o modificare.
      In bocca al lupo per tutto!

      • Federica

        Ciao, e auguri di buon anno nuovo!

        Grazie mille per la tua risposta :) Ora mi sento molto più tranquilla. Ora mando tutto, vediamo che succede. Nel frattempo continuerò a seguire questo bellissimo blog.

        Grazie di tutto,
        Federica

        • Auguri a te e in bocca al lupo per tutto!

          • Federica

            Ciao cara traduttrice,

            Vorrei farti un’altra domanda: vorrei includere qualche recensione nella proposta di traduzione. Alcune sono in inglese, altre in spagnolo, altre ancora in portoghese. Vanno tradotte anche quelle secondo te? Io potrei tradurre solo quelle in inglese, credi basterebbe?

            Grazie mille!
            Federica

            • Io eviterei di dilungarmi troppo, può bastare qualche frase estrapolata, e in quel caso le tradurrei… esempio: X l’ha definito “il libro più coinvolgente degli ultimi vent’anni”. Per quanto riguarda le recensioni complete, forse potrebbero bastare dei link. Ma come al solito non esiste una regola universale, se pensi che possa funzionare cita quello che vuoi! Sarebbe più comodo per l’editor se le traducessi, non è detto che conosca per esempio il portoghese e potrebbe saltarle a pie’ pari…

              • Federica

                Ciao! Grazie mille, come sempre… Adesso mi metto all’opera. Credo anch’io sia meglio tradurre qualche frase significativa.

                Buona giornata!
                Federica

  35. liuda

    Salve! Vorrei chiedervi una cosa perché non so proprio da dove cominciare. Volevo tradurre le fiabe russe in italiano. I libri originali sono degli anni 80, in russo, ma non so se si deve pagare il copyright, visto che le fiabe sono popolari. Se qualcuno fosse informato, per favore mi aiuti.
    Grazie!

    • Ciao! Per quanto riguarda i diritti, sono liberi soltanto se l’autore è morto da 70 anni, quindi credo non sia questo il caso… Anche se si tratta di fiabe popolari, ci sarà pur qualcuno che le ha scritte in quella particolare versione. Comunque non spetta al traduttore comprare i diritti, bensì alla casa editrice che pubblicherà le opere in italiano ;)

  36. liuda

    Grazie mille! Solo che mi vorrei autopubblicare. Quindi, come devo fare?

    • Per l’autopubblicazione delle traduzioni non sono esperta, mi spiace… Non mi è mai capitato, l’unica cosa che mi viene in mente è contattare comunque la casa editrice che ha pubblicato il libro che vuoi tradurre. Se invece non pensi a un libro in particolare ma a una raccolta creata da te, penso che tu possa farlo senza chiedere niente a nessuno, sempre a patto che gli autori siano morti da più di 70 anni! Però non ci metterei la mano sul fuoco, quindi se riesci chiedi altri pareri :)

  37. liuda

    Grazie mille per la disponibilità. Sei stata molto gentile! :)

  38. giovannivonpalilla

    L’ha ribloggato su I read much of the night.

  39. silvia

    Ciao :) ho scoperto da poco il tuo blog e, studiando lingue, condivido con te la passione della traduzione. :) Non sono ancora laureata e non ho alcuna “presunzione” o grande ambizione ma solo la voglia di iniziare a mettere in pratica quel (poco) che ho appreso fino ad ora. :)
    vorrei cimentarmi, per la prima volta, con la traduzione di alcune favole russe di autori del ‘700-‘800. A quanto pare, i racconti sono stati già tradotti ma mi chiedevo se fosse ugualmente sensato provare a mandare una proposta di traduzione ad alcune case editrici, oppure cambiare rotta e trovare delle favole o racconti non ancora tradotti. :)

    • Ciao! Beh, se gli autori sono morti da più di 70 anni i diritti sono liberi, quindi nel tuo caso potresti provare a proporli. Sarebbe meglio se le edizioni precedenti fossero introvabili, però, altrimenti un editore potrebbe essere poco interessato a ripubblicarle. Nulla ti vieta di provare, comunque ;)

  40. Marco

    Grazie mille per queste direttive, mi sono state molto utili. Ora sono al punto in cui devo entrare in contatto con la casa editrice italiana. Avresti qualche consiglio da darmi? Il libro è un’autobiografia, ma è anche una storia che parla dell’amore per gli animali (in questo caso i grandi felini africani)

    • Ciao Marco, non ho ben capito di che consiglio avresti bisogno… Vorresti che ti consigliassi una casa editrice adatta? Mi dispiace ma quello spetta a te, non posso fare il lavoro di ricerca al posto tuo :)

  41. Irene

    Salve! Dieci giorni fa mi sono finalmente decisa di scrivere alla casa editrice inglese di un testo che vorrei tradurre da molto tempo. Al momento però non ho ricevuto nessuna risposta. È una tempistica normale? In caso non continuassi a ricevere alcuna risposta come dovrei procedere secondo lei?
    Grazie!

    • Ciao Irene, dammi pure del tu :)
      Dieci giorni sono un po’ troppi, in genere la sezione foreign rights risponde in tempi piuttosto brevi… anche perché è nel loro interesse vendere il libro! Forse dipende anche dal periodo estivo, fossi in te riproverei con un’altra mail e poi, se non dovessi ancora ricevere risposta, cercherei un numero di telefono.
      In bocca al lupo!

  42. Claudia

    Da qualche anno ho nel cassetto una traduzione già pronta (una decina di pagine) ma non ho ancora trovato il coraggio di lanciarmi. Il libro non è recentissimo e purtroppo non sono riuscita a sapere nulla dei diritti, perché la casa editrice non risponde alle mie mail. So per certo che comunque non è stato ancora tradotto perché non risulta alcuna versione italiana.
    Secondo te posso azzardarmi ugualmente o è meglio lasciar perdere?

    • Ciao Claudia, puoi sicuramente provare a proporlo, se è un libro “vecchio” e non è ancora stato tradotto è molto probabile che i diritti siano liberi. Per correttezza, però, specificherei nella mail all’editore che i tuoi tentativi di contattare la casa editrice originaria (hai provato per telefono?) sono stati infruttuosi. Ma tentar non nuoce, anzi, può portare qualche sorpresa!

  43. Claudia

    Grazie mille!
    Un’ultima cosa, la scheda di lettura suppergiù quanto dovrebbe essere lunga? In realtà avrei pronta anche quella ma mi sembra troppo prolissa e non vorrei rischiare di annoiare chi dovesse esaminare la mia proposta.
    Grazie ancora :-)

  44. Posso avanzare una proposta per tutti i traduttori che vogliono tradurre libri? Provate Babelcube se non lo conoscete ancora.
    http://www.babelcube.com
    Purtroppo il traduttore guadagna a percentuale sul venduto però ci sono tantissimi libri che aspettano di essere tradotti.
    E poi nell’attesa si può sempre continuare a tentare con la soluzione proposta da questo articolo. Oppure convincere l’autore (disponibile e non presente su Babelcube) di iscriversi se avete adocchiato un libro che potrebbe essere un successo in Italia. ^_^

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