Come si diventa traduttori letterari?

Il dilemmaL’eterna domanda: come si diventa traduttori letterari?
Risposta banale e scontata: con le conoscenze.
Risposta un po’ meno banale e scontata: con la conoscenza.
E che differenza c’è? Vediamo di spiegarci meglio.

È verissimo che le conoscenze (in parole povere, i contatti) sono il primo mezzo per entrare nel mondo della traduzione editoriale. Ma non temete, non servono particolari raccomandazioni: i contatti si costruiscono a poco a poco, con pazienza, inserendosi il più possibile nell’ambiente.

Se frequentate un corso di traduzione, all’università oppure uno dei tanti che si trovano in diverse città italiane (alcuni più affidabili di altri, informatevi sempre prima di iscrivervi) sicuramente avrete l’occasione di entrare in contatto con alcuni “addetti ai lavori” che potrebbero rivelarsi conoscenze preziose o darvi consigli decisivi. Ma i contatti non bastano: bisogna conoscere approfonditamente il panorama letterario nazionale e internazionale, sapere chi pubblica cosa, scegliere la casa editrice giusta a cui proporsi. Ecco che entra in gioco la conoscenza: se ci si specializza in un determinato ambito è più facile essere presi in considerazione. Le case editrici ricevono centinaia di curricula al giorno: perché mai dovrebbero scegliere proprio il vostro, se non vi conoscono?

Una strategia vincente potrebbe essere quella delle proposte editoriali, a cui dedicherò a breve un post più approfondito. Per ora basti dire che spesso ricevere una proposta concreta è più gradito rispetto a un “anonimo” cv, anche se quest’ultimo vanta diverse esperienze, e invoglia le case editrici ad approfondire. Alcune addirittura hanno la precisa direttiva di prendere in considerazione soltanto i curricula che arrivano con una proposta editoriale, e cestinano tutti gli altri senza leggerli. Meglio dunque essere propositivi, stando sempre attenti a proporre libri che possano rientrare nel catalogo dell’editore a cui vi state proponendo: non lanciate proposte a caso, è tutta fatica sprecata.

Certo, queste sono belle parole, incoraggianti, ma come comportarsi se non si riceve mai, e dico mai, una risposta alle proprie e-mail? Domanda legittima che purtroppo non ha una risposta univoca. Come dicevo, è importante crearsi una rete di conoscenze frequentando il più possibile gli eventi, i seminari e le tavole rotonde dedicate alla traduzione editoriale: corsi, workshop, giornate della traduzione letteraria (le più importanti sono quelle di Urbino), incontri all’interno di festival come quelli di Pisa, Bologna, oltre ovviamente al Salone del Libro di Torino, sono ottime occasioni per incontrare editori, redattori e altri traduttori (è importantissimo frequentare altre persone che fanno questo mestiere, spesso sono vere e proprie miniere di consigli). È bene inoltre approfittare di queste occasioni per presentarsi, lasciare qualche cv o chiedere chi si occupa della selezione dei traduttori all’interno delle varie case editrici. Non siate timidi, buttatevi! Spesso il coraggio viene premiato (soprattutto se accompagnato da un minimo di faccia tosta: non siate arroganti, ma sicuri di voi stessi).

Per ora i consigli si fermano qui, per non annoiarvi troppo: a presto con un nuovo articolo!

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